Non è un Paese per petrolieri. Se le bozze del decreto Milleproroghe circolate ieri saranno confermate dal Consiglio dei ministri convocato per oggi, non sarà infatti più possibile richiedere nuovi permessi di ricerca o coltivazione di idrocarburi.

Non solo: le attività già sospese «sono definitivamente interrotte». Non è detto però che la norma resti nel testo definitivo, visto che già nella serata di ieri circolavano indiscrezioni su un possibile stralcio. Sempre in tema di energia, nelle bozze del Milleproroghe c'è poi un articolo che prolunga la gestione delle concessioni delle grandi centrali idroelettriche scadute al massimo entro il 2024, termine entro il quale comunque nuove gare dovranno essere bandite e aggiudicate, pena la decadenza delle stesse con le Regioni chiamate a garantire la «continuità industriale». Inoltre i concessionari che gestiscono in prorogatio dovranno pagare un canone aggiuntivo rispetto a quello usuale.

La norma potrebbe interessare alcune grandi utility che hanno concessioni idroelettriche scadute, come Iren e A2A. Sempre nelle bozze del decreto c'è poi un articolo che riguarda i concessionari autostradali, i cui nuovi piani economico-finanziari devono recepire il modello fissato dall'autorità dei Trasporti, il cui termine si sposta da ottobre 2020 (già scaduto) a luglio 2021. Data, quest'ultima, valida anche per le concessioni in scadenza il prossimo anno. Tra le altre misure figurano quelle a favore del trasporto aereo, per i canoni della pubblica amministrazione (che restano ancora bloccati) e per gli accordi tra enti locali e strutture alberghiere per la realizzazione di Covid Hotel (fino al 31 dicembre 2021) eccetera.

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December 23, 2020 03:45 ET (08:45 GMT)

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