Banca Ifis (IF)

- 01/12/2015 12:22
GIOLA N° messaggi: 29706 - Iscritto da: 03/9/2014
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BANCA IFIS CON GRAFICI





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41 di 324 - 25/11/2017 12:10
GIOLA N° messaggi: 29706 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #38 - 13/Nov/2017 17:53Nuove operazioni sugli Npl per Banca Ifis

L'istituto ha acquistato un portafoglio di crediti consumer unsecured per un valore nominale di 44 mln di euro e ha venduto delle code di 4 portafogli di non-performing loans consumer per un valore nominale complessivo di 152 mln

di Francesca Gerosa

Nuove operazioni sugli Npl per Banca Ifis . L'istituto ha concluso un'operazione di acquisto di crediti deteriorati e alcune vendite di code di portafogli nel settore dei non-performing loans. L'acquisto è relativo a un portafoglio di crediti consumer unsecured per un valore nominale di circa 44 milioni di euro, corrispondenti a oltre 6.800 posizioni, ed è stato ceduto da una delle principali società di credito al consumo italiane. Il portafoglio è composto principalmente da prestiti personali (88%), prestiti auto (10%) e per la parte restante da prestiti finalizzati.

Inoltre, Banca Ifis ha firmato un accordo per la vendita, in un'unica soluzione, delle code di quattro portafogli di non-performing loans consumer acquisiti nel tempo per un valore nominale complessivo di circa 152 milioni di euro, corrispondenti a oltre 32.780 posizioni. In questo caso il portafoglio è composto principalmente da carte di credito (60%) e da prestiti personali (28%). L'operazione è stata definita con un primario operatore nazionale nel settore del credit management.

Il totale dei crediti Npl gestiti da Banca Ifis ammonta a 12,4 miliardi di euro corrispondenti a 1 milione e 480 mila posizioni. La notizia non fa presa sul titolo Banca Ifis a Piazza Affari, in calo dell'1% a quota 38,74 euro. Lo scorso 9 novembre la banca ha comunicato i conti dei primi nove mesi del 2017, periodo con un utile pari a 149,1 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: la crescita è stata infatti del 125%.

E' migliorato anche il margine di intermediazione, pari a 317,3 milioni (+56,2%), mentre il rapporto sofferenze nette/impieghi verso le imprese si è attestato all'1,6% (1,2% al 31 dicembre 2016), con un coverage ratio delle sofferenze lorde verso le imprese al 89,3% (92% al 31 dicembre 2016). Infine si sono rafforzati i coefficienti patrimoniali, Cet1 e Tier1, al 17,14% (15,82% a fine 2016).

Durante la conference call il management di banca Ifis ha ribadito che l'istituto è da ritenersi al riparo dagli effetti del documento della Bce relativo al calendar provisioning; ha confermato l'interesse per Farbanca e dichiarato che al momento il cda non ha preso in considerazione una modifica della politica di dividendo. Per gli analisti di Equita l'utile è stato sopra le attese ma di bassa qualità. La sim ha quindi aggiornato il suo modello.

"Nel modello abbiamo tagliato il contributo del factoring, migliorato il corporate banking accorciando i tempi di reversal della PPA, limato il contributo della divisione Npl rivedendo conservativamente le assunzioni sui capital gains derivanti dalle cessioni e limato costi e tax rate", hanno affermato la scorsa settimana gli analisti di Equita. "Nel complesso confermiamo l'utile netto 2017 a milioni di euro, mentre abbiamo abbassato del 3% quello atteso per i prossimi due anni", hanno precisato alla sim, aggiornando al ribasso il target price sul titolo a 38 euro e confermato il rating hold.

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42 di 324 - 30/11/2017 16:38
GIOLA N° messaggi: 29706 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #38 - 13/Nov/2017 17:53Nuove operazioni sugli Npl per Banca Ifis

L'istituto ha acquistato un portafoglio di crediti consumer unsecured per un valore nominale di 44 mln di euro e ha venduto delle code di 4 portafogli di non-performing loans consumer per un valore nominale complessivo di 152 mln

di Francesca Gerosa

Nuove operazioni sugli Npl per Banca Ifis . L'istituto ha concluso un'operazione di acquisto di crediti deteriorati e alcune vendite di code di portafogli nel settore dei non-performing loans. L'acquisto è relativo a un portafoglio di crediti consumer unsecured per un valore nominale di circa 44 milioni di euro, corrispondenti a oltre 6.800 posizioni, ed è stato ceduto da una delle principali società di credito al consumo italiane. Il portafoglio è composto principalmente da prestiti personali (88%), prestiti auto (10%) e per la parte restante da prestiti finalizzati.

Inoltre, Banca Ifis ha firmato un accordo per la vendita, in un'unica soluzione, delle code di quattro portafogli di non-performing loans consumer acquisiti nel tempo per un valore nominale complessivo di circa 152 milioni di euro, corrispondenti a oltre 32.780 posizioni. In questo caso il portafoglio è composto principalmente da carte di credito (60%) e da prestiti personali (28%). L'operazione è stata definita con un primario operatore nazionale nel settore del credit management.

Il totale dei crediti Npl gestiti da Banca Ifis ammonta a 12,4 miliardi di euro corrispondenti a 1 milione e 480 mila posizioni. La notizia non fa presa sul titolo Banca Ifis a Piazza Affari, in calo dell'1% a quota 38,74 euro. Lo scorso 9 novembre la banca ha comunicato i conti dei primi nove mesi del 2017, periodo con un utile pari a 149,1 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: la crescita è stata infatti del 125%.

E' migliorato anche il margine di intermediazione, pari a 317,3 milioni (+56,2%), mentre il rapporto sofferenze nette/impieghi verso le imprese si è attestato all'1,6% (1,2% al 31 dicembre 2016), con un coverage ratio delle sofferenze lorde verso le imprese al 89,3% (92% al 31 dicembre 2016). Infine si sono rafforzati i coefficienti patrimoniali, Cet1 e Tier1, al 17,14% (15,82% a fine 2016).

Durante la conference call il management di banca Ifis ha ribadito che l'istituto è da ritenersi al riparo dagli effetti del documento della Bce relativo al calendar provisioning; ha confermato l'interesse per Farbanca e dichiarato che al momento il cda non ha preso in considerazione una modifica della politica di dividendo. Per gli analisti di Equita l'utile è stato sopra le attese ma di bassa qualità. La sim ha quindi aggiornato il suo modello.

"Nel modello abbiamo tagliato il contributo del factoring, migliorato il corporate banking accorciando i tempi di reversal della PPA, limato il contributo della divisione Npl rivedendo conservativamente le assunzioni sui capital gains derivanti dalle cessioni e limato costi e tax rate", hanno affermato la scorsa settimana gli analisti di Equita. "Nel complesso confermiamo l'utile netto 2017 a milioni di euro, mentre abbiamo abbassato del 3% quello atteso per i prossimi due anni", hanno precisato alla sim, aggiornando al ribasso il target price sul titolo a 38 euro e confermato il rating hold.

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43 di 324 - 08/12/2017 20:27
Luky82 N° messaggi: 97 - Iscritto da: 21/5/2015
Come la vedete nel brevissimo periodo?
44 di 324 - 08/12/2017 20:31
Giusmil N° messaggi: 8142 - Iscritto da: 04/2/2015

Quotando: luky82 - Post #43 - 08/Dic/2017 19:27Come la vedete nel brevissimo periodo?

Con gli occhi

45 di 324 - 08/12/2017 22:20
zilart2 N° messaggi: 9069 - Iscritto da: 01/4/2012
Quotando: giusmil - Post #44 - 08/Dec/2017 19:31

Quotando: luky82 - Post #43 - 08/Dic/2017 19:27Come la vedete nel brevissimo periodo?

Con gli occhi


What? Giuse che fa lo spiritoso?! see_no_evil
MODERATO EcLiTTiCaRoBerTa (Utente disabilitato) N° messaggi: 258 - Iscritto da: 01/12/2017
47 di 324 - 09/12/2017 14:24
GIOLA N° messaggi: 29706 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #38 - 13/Nov/2017 17:53Nuove operazioni sugli Npl per Banca Ifis

L'istituto ha acquistato un portafoglio di crediti consumer unsecured per un valore nominale di 44 mln di euro e ha venduto delle code di 4 portafogli di non-performing loans consumer per un valore nominale complessivo di 152 mln

di Francesca Gerosa

Nuove operazioni sugli Npl per Banca Ifis . L'istituto ha concluso un'operazione di acquisto di crediti deteriorati e alcune vendite di code di portafogli nel settore dei non-performing loans. L'acquisto è relativo a un portafoglio di crediti consumer unsecured per un valore nominale di circa 44 milioni di euro, corrispondenti a oltre 6.800 posizioni, ed è stato ceduto da una delle principali società di credito al consumo italiane. Il portafoglio è composto principalmente da prestiti personali (88%), prestiti auto (10%) e per la parte restante da prestiti finalizzati.

Inoltre, Banca Ifis ha firmato un accordo per la vendita, in un'unica soluzione, delle code di quattro portafogli di non-performing loans consumer acquisiti nel tempo per un valore nominale complessivo di circa 152 milioni di euro, corrispondenti a oltre 32.780 posizioni. In questo caso il portafoglio è composto principalmente da carte di credito (60%) e da prestiti personali (28%). L'operazione è stata definita con un primario operatore nazionale nel settore del credit management.

Il totale dei crediti Npl gestiti da Banca Ifis ammonta a 12,4 miliardi di euro corrispondenti a 1 milione e 480 mila posizioni. La notizia non fa presa sul titolo Banca Ifis a Piazza Affari, in calo dell'1% a quota 38,74 euro. Lo scorso 9 novembre la banca ha comunicato i conti dei primi nove mesi del 2017, periodo con un utile pari a 149,1 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: la crescita è stata infatti del 125%.

E' migliorato anche il margine di intermediazione, pari a 317,3 milioni (+56,2%), mentre il rapporto sofferenze nette/impieghi verso le imprese si è attestato all'1,6% (1,2% al 31 dicembre 2016), con un coverage ratio delle sofferenze lorde verso le imprese al 89,3% (92% al 31 dicembre 2016). Infine si sono rafforzati i coefficienti patrimoniali, Cet1 e Tier1, al 17,14% (15,82% a fine 2016).

Durante la conference call il management di banca Ifis ha ribadito che l'istituto è da ritenersi al riparo dagli effetti del documento della Bce relativo al calendar provisioning; ha confermato l'interesse per Farbanca e dichiarato che al momento il cda non ha preso in considerazione una modifica della politica di dividendo. Per gli analisti di Equita l'utile è stato sopra le attese ma di bassa qualità. La sim ha quindi aggiornato il suo modello.

"Nel modello abbiamo tagliato il contributo del factoring, migliorato il corporate banking accorciando i tempi di reversal della PPA, limato il contributo della divisione Npl rivedendo conservativamente le assunzioni sui capital gains derivanti dalle cessioni e limato costi e tax rate", hanno affermato la scorsa settimana gli analisti di Equita. "Nel complesso confermiamo l'utile netto 2017 a milioni di euro, mentre abbiamo abbassato del 3% quello atteso per i prossimi due anni", hanno precisato alla sim, aggiornando al ribasso il target price sul titolo a 38 euro e confermato il rating hold.

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49 di 324 - Modificato il 13/12/2017 17:26
Giusmil N° messaggi: 8142 - Iscritto da: 04/2/2015

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50 di 324 - 13/12/2017 18:21
Luky82 N° messaggi: 97 - Iscritto da: 21/5/2015
Arriviamo a 50 cn la sigaretta?
51 di 324 - 27/12/2017 17:42
Giusmil N° messaggi: 8142 - Iscritto da: 04/2/2015

posacenereposacenereinceramicaaformadida


52 di 324 - 13/1/2018 13:38
GIOLA N° messaggi: 29706 - Iscritto da: 03/9/2014
Bonomi (Investindustrial): alle banche servono aumenti capitale per 10 mld

Per il finanziere "tutti lo sanno ma non lo dicono. E reperire mezzi freschi non sarà facile"

Alle banche italiane servono subito aumenti di capitale fino a 10 miliardi. "Tutti lo sanno, ma non lo dicono". Parola di Andrea Bonomi, fondatore di Investindustrial, che in un'intervista al quotidiano La Stampa si è pronunciato su diversi temi, senza tralasciare le banche che evidentemente secondo lui rappresentano ancora un tallone d'Achille. Tanto più che per il resto il suo "outlook" è positivo.

"Questo è un buon momento per l'Italia. Il Paese è in crescita" mentre "i nostri competitori diretti hanno situazioni delicate da gestire: l'Inghilterra con la Brexit, la Spagna alle prese con la Catalogna, la Germania che stenta a creare un governo. Noi sembriamo un Paese potenzialmente tranquillo, anche se arriviamo all'ultimo momento a prendere la coda di una crescita di cui gli altri hanno goduto negli ultimi anni. Presumibilmente ci restano 2-3 anni buoni, non sprechiamoli. L'aver perso la prima parte di crescita è già un danno gravissimo".

Bonomi non crede "che un imprenditore investa o non investa aspettando le elezioni. Sono importanti, ma non rappresentano una questione decisiva. Non danneggeranno l'appetito a investire in Italia nel breve termine. Gia' oggi 1,9 miliardi, pressappoco il 40%, degli oltre 5 miliardi di investimenti che abbiamo, sono in Italia. Nel solo dicembre scorso abbiamo realizzato tre investimenti in Europa: la prima è stata l'italiana Ceme, leader mondiale nella produzione di pompe e valvole".

Alla domanda su quali settori punterete, Bonomi risponde: "Abbiamo una liquidità di 1,7 miliardi e intendiamo rimanere liquidi perché crediamo che gli anni buoni per gli investimenti debbano ancora arrivare. Verranno fuori occasioni anche inaspettate. Sono tanti i settori che necessitano di ristrutturazione. In Italia c'è una frammentazione eccessiva delle imprese. Il design ci interessa molto e poi l'industria".

Poi l'affondo sulle banche. Bonomi ritiene che le banche italiane abbiano "bisogno di un altro giro di aumenti di capitale. Lo sanno tutti, anche se non lo dicono. Escluse Unicredit e Intesa che per dimensione non ho analizzato, al sistema servono tra i 7 e i 10 miliardi. Nessun rischio di sistema, ma non credo che sarà facile raccoglierli, con il mondo che evolve dal punto di vista tecnologico e di governance".

http://www.finanzareport.it

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53 di 324 - 24/1/2018 19:25
GIOLA N° messaggi: 29706 - Iscritto da: 03/9/2014
Banche, addendum Bce su Npl potrebbe slittare

Il documento sarà comunque finalizzato entro il primo trimestre. Per il capo della vigilanza Nouy gli istituti "si devono preparare"

Resta sotto i riflettori il tema della vigilanza dell'Unione Europea sui crediti deteriorati delle banche italiane, dopo che nelle ultime ore una delle maggiori funzionarie della Banca centrale europea, Danièle Nouy, presidente del supervisory board dell'ente, ha fatto capire che potrebbe essere rimandata di qualche mese l'applicazione del cosiddetto "addendum" alle linee guida comunitarie sugli Npl, alias Non Performing Loans.

Parlando a Francoforte, presso la sede della Bce, la Nouy ha dichiarato: "L'addendum è stato sottoposto a pubblica consultazione che si è chiusa a dicembre. Abbiamo esaminato tutti i commenti e le opinioni legali che abbiamo ricevuto ed emenderemo di conseguenza l'addendum. Tra le altre cose, potremmo cambiare la data di applicazione e chiariremo il contesto di Pillar 2 in cui si inserisce della Bce. Ci stiamo coordinando con la commissione europea sulla sua proposta per un livello minimo di accantonamento prudenziale in base al Pillar 1. L'addendum sarà finalizzato nel primo trimestre di quest'anno".

Si ricorderà che il cosiddetto "addendum" è, riassumendo, una integrazione alle linee guida sugli Npl già emesse dalla BCE nel marzo 2017, una sorta di "aggiunta" che l'Europa ha pubblicato in autunno e che prevede di spingere le banche a coprire integralmente i deteriorati dopo sette anni, oppure due anni, a seconda siano crediti garantiti o non garantiti, decorrendo dal momento della loro iscrizione a credito deteriorato.

La Nouy ha invitato gli istituti a non sprecare la possibile dilazione e a impegnarsi comunque per raggiungere l'obbiettivo senza perdere tempo: "Il mio primo messaggio alle banche è questo: fare troppo poco e tardi non è un'opzione percorribile. Porterà sicuramente a maggiori problemi nel futuro. Il mio secondo messaggio alle banche è questo: preparatevi per l'addendum".

il capo della vigilanza Bce ha ricordato il nuovo stress test per capire quali banche sono sottocapitalizzate, spronandole a rimediare ai rischi di mercato, sotto la stretta supervisione dell'Europa. Lo scopo, come spiega lei stessa, è anche arrivare al ventilato sistema europeo di assicurazione dei depositi, o Edis. Secondo la Nouy, la creazione dell'Edis potrebbe comportare "un'altra revisione della qualità degli asset e ciò dovrebbe rappresentare per le banche un ulteriore incentivo a ripulire i loro bilanci".

Il tema dell'addendum è molto sentito dalle banche italiane, che detengono il 25% degli Npl di tutta la galassia bancaria della Ue. I criteri europei di valutazione vengono ritenuti troppo rigidi dall'Italia, e un incontro fra la Nouy e la Banca d'Italia svoltosi a Roma lo scorso 17 gennaio non è valso a far ammorbidire le posizioni europee. La prospettata dilazione di alcuni mesi, però, sembra offrire almeno l'occasione per guadagnare tempo.

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Danièle Nouy, responsabile del comitato unico europeo di vigilanza bancaria
54 di 324 - 30/1/2018 19:18
GIOLA N° messaggi: 29706 - Iscritto da: 03/9/2014
Banca Ifis al 70% di Credifarma

Con m&a e nuovo equity, la banca cresce nel credito a farmacie. L'acquisizione del 70% vale circa 10 milioni

di Stefano Caiazzo

Banca Ifis ha annunciato di aver sottoscritto con Federfarma (che rappresenta le oltre 16 mila farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, Ssn), Unicredit e Bnl (Gruppo Bnp Paribas ) accordi vincolanti per l’acquisizione (dall’ammontare complessivo di circa 10 milioni) di una partecipazione di controllo in Credifarma, società finanziaria del settore farmacistico in Italia. Costituita nel 1987 da Federfarma e Bnl, Credifarma è controllata al 67,5% proprio dall’associazione nazionale di categoria, con quote di minoranza paritetiche di Unicredit e Bnl per il restante 32,5%. La spa presieduta da Michele Di Iorio e guidata dall’ad Marco Alessandrini svolge principalmente attività di finanziamento a breve termine alle farmacie private, tramite anticipo di crediti delle farmacie verso il Ssn. Tramite anche un contestuale aumento di capitale, al termine dell’operazione Credifarma sarà partecipata da Banca Ifis per il 70% e da Federfarma per il 30%. «L’obiettivo è diventare il leader della finanza specializzata alle farmacie in Italia» ha commentato Giovanni Bossi, amministratore delegato di Banca Ifis . «Grazie alla forte integrazione e alle rilevanti sinergie con la già consolidata divisione Farmacie del Gruppo, Credifarma potrà diventare il punto di riferimento per il supporto finanziario, lo sviluppo e l’utilizzo degli strumenti digitali al servizio del settore farmacistico italiano».


Le linee strategiche previste per Credifarma comprendono nuove soluzioni (dai prestiti per acquisizioni ai debiti di fornitura), offerte per i sistemi di pagamento utilizzati dai farmacisti (Pos e Atm, ad esempio) ed estensione degli investimenti di Banca Ifis nella digitalizzazione ai processi interni di Credifarma.


L’operazione, che include una partnership industriale esclusiva con Federfarma, dovrebbe essere completata nel corso dell’estate e interamente con liquidità di Banca Ifis . All’acquisizione della totalità delle quote detenute da Unicredit e da Bnl seguirà quella di una parte della quota attualmente detenuta da Federfarma per il 21,5% del capitale. Sarà varato, poi, un aumento di capitale riservato a Banca Ifis e finalizzato a dotare la società di credito alle farmacie di una solida base patrimoniale, a fini regolamentari e di sviluppo futuro.


A fine 2016 Credifarma ha registrato un margine di intermediazione di 6,6 milioni di euro e ha annunciato nei giorni scorsi i dati preconsuntivi 2017, che registrano una significativa crescita delle componenti commissionali e dei proventi di gestione, con risultati sopra i livelli target: risultato operativo di 0,87 milioni contro gli 0,5 milioni dell’esercizio precedente e un margine operativo lordo (ebitda) salito a 1,1 milioni (+12% rispetto al 2016). Il rapporto tra sofferenze nette e i crediti netti si è dimezzato (0,4% dallo 0,8% dell’anno precedente) ed è migliorato anche il Cet 1 che, secondo le stime, sarebbe passato dall’11,2% del 2016 al 15,2% del 2017.
6hgnz
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55 di 324 - 03/2/2018 09:15
GIOLA N° messaggi: 29706 - Iscritto da: 03/9/2014
Banca Ifis entra nel mercato della cessione del quinto dello stipendio

La banca ha infatti completato oggi l'acquisizione per 2 mln di euro del 100% di Cap.Ital.Fin, società specializzata in finanziamenti rimborsabili mediante cessione del quinto dello stipendio

di Francesca Gerosa

Banca Ifis ha completato oggi l'acquisizione del 100% di Cap.Ital.Fin ed entra così nel mercato della cessione del quinto dello stipendio. Cap.Ital.Fin è una società specializzata in finanziamenti rimborsabili mediante cessione del quinto dello stipendio e delegazioni di pagamento per pensionati, dipendenti privati, pubblici, statali operante in tutta Italia.

Il prezzo pagato è di circa 2 milioni di euro ed è soggetto a un meccanismo di aggiustamento da calcolarsi sulla base di una situazione patrimoniale alla data di esecuzione. L'operazione di oggi, per la quale Banca Ifis si è avvalsa della collaborazione dello Studio Clifford Chance in qualità di advisor, segue a stretto giro quella del 30 gennaio quando l'istituto ha comunicato di aver sottoscritto accordi vincolanti con Federfarma, Unicredit e Bnl-Bnp Paribas per acquisire una partecipazione di circa il 70% in Credifarma.

Quest'ultima è una società finanziaria oggi controllata al 67,5% dalla Federazione nazionale unitaria dei titolari di Farmacia italiani (Federfarma), con quote di minoranza paritetiche di Unicredit e Bnl Bnp Paribas per il restante 32,5%. La società svolge principalmente attività di finanziamento a breve termine alle farmacie private mediante anticipo di distinte contabili riepilogative (Dcr, ovvero crediti delle farmacie verso il Servizio Sanitario Nazionale).

Tramite un aumento di capitale, al termine dell'operazione Credifarma sarà partecipata da Banca Ifis per il 70% e da Federfarma per il 30%. L'investimento complessivo che Banca Ifis sosterrà, comprensivo di un aumento di capitale per rafforzare la dotazione patrimoniale di Credifarma, è di circa 10 milioni di euro. Dal punto di vista strategico l'istituto punta, infatti, a diventare leader della finanza specializzata alle farmacie in Italia.

A Piazza Affari il titolo Banca Ifis resta in ribasso del 2,28% a 36,78 euro, in linea con il resto del settore bancario, depresso dai conti non incoraggianti del colosso tedesco Deutsche Bank .
6iwco
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56 di 324 - 08/2/2018 13:36
massimocappucci N° messaggi: 787 - Iscritto da: 23/7/2017
Parlano di preliminari mondiali...super positivi...dai che si va
57 di 324 - 08/2/2018 18:55
massimocappucci N° messaggi: 787 - Iscritto da: 23/7/2017
Ma qualcuno li da leggere i conti? Pazzesco
58 di 324 - 10/2/2018 12:53
GIOLA N° messaggi: 29706 - Iscritto da: 03/9/2014
Banca Ifis, Cet1 al 15,64% post fusione con holding La Scogliera

Il Total Capital Ratio sarà pari al 21,07%. Coefficienti patrimoniali, dunque, molto solidi e il titolo sale in borsa, forte anche di un dividendo 2017 a 1 euro per azione, superiore alle attese degli analisti. Imi e Akros consigliano il titolo, non Mediobanca che abbassa il target price a 39,5 euro

di Francesca Gerosa

Il Cet1 ratio di del Gruppo Bancario a seguito della fusione inversa di Banca Ifis con la holding La Scogliera, che potrebbe essere perfezionata entro il 30 giugno, sarà pari al 15,64%, applicando pro-forma le regole di calcolo dei coefficienti prudenziali ai risultati preliminari al 31 dicembre 2017, è quanto ha comunicato l'istituto. Si tratta di 4 punti in più rispetto al Cet1 2017 (11,66%). La fusione tra le due società implicherà, quindi, un miglioramento dei coefficienti patrimoniali regolamentari. Il Total Capital Ratio nella stessa ipotesi sarà pari al 21,07%.

Coefficienti patrimoniali, dunque, molto solidi. Banca Ifis ha chiuso il 2017 con un utile in calo del 74% a 180,8 milioni di euro, a fronte dei 697,7 milioni del 2016, anno in cui, ha spiegato la banca, il valore era stato influenzato per 633,4 milioni di euro dagli effetti del "gain on bargain purchase" derivante dall'acquisizione dell'ex Interbanca. Il margine di intermediazione è stato pari a 519,6 milioni di euro, in crescita del 59,4% rispetto all'esercizio 2016.

L'istituto conta di distribuire un dividendo pari a 1 euro per azione, in aumento del 22% rispetto all'esercizio precedente e contro i 0,82-0,92 euro attesi dagli analisti. "Da un punto di vista gestionale, il 2017 è stato un anno di rilevante attenzione ai processi interni di integrazione e alla ricerca di efficienza, sia nelle singole business unit sia nella semplificazione societaria avvenuta", mentre per il 2018 "gli obiettivi sono stati disegnati in continuità con quanto già fatto nel 2017: sinergie, semplificazione, valorizzazione ed innovazione continueranno a ritmo incessante", ha commentato ieri l'ad, Giovanni Bossi.

Il management di Banca Ifis , a detta degli analisti di Mediobanca Securities, è apparso estremamente fiducioso sulle prospettive del gruppo, prevedendo una crescita a una singola cifra dell'utile netto quest'anno. Considerando che il contributo dell'ammortamento del PPA è visto a circa 60-80 milioni die uro rispetto ai quasi 120 milioni del 2017, la crescita prevista degli utili sottostanti è pari a circa il 50%, secondo i calcoli della banca d'affari. Inoltre, il management ha confermato l'obiettivo del 2019, che includeva un utile netto di circa 250 milioni per il 2019 che, tuttavia, potrebbe essere raggiunto con un contributo diverso dei vari segmenti di quanto originariamente previsto.

"Le nostre ipotesi sono più prudenti delle indicazioni della banca sia sugli Mpl sia sulla crescita dei ricavi della divisione trade receivables. Dopo i risultati preliminari del 2017, abbiamo ridotto le nostre stime del 9%/10% per il periodo 2018/2019, ipotizzando minori volume per la divisione trade receivablese e minori accantonamenti nel corporate banking, raggiungendo un utile netto di 193 milioni nel 2018 e di 211 milioni nel 2019 rispetto all'obiettivo del gruppo di 250 milioni. Abbiamo anche ridotto il nostro target price su Banca Ifis da 46,5 a 39,5 euro, anche per riflettere il recente calo dei multipli di mercato degli investitori/gestori di Npl quotati in Europa. Il rating sull'azione resta neutral".

Anche gli analisti di Equita hanno notato che tutte le variazioni anno su anno hanno risentito del consolidamento di Interbanca inclusa a partire da dicembre 2016 e della plusvalenza realizzata sull'acquisto della stessa. "Ma il net banking income pari a 553 milioni, in aumento del 54% anno su anno, è stato leggermente migliore delle stime a 538 milioni grazie al maggior contributo del corporate banking in grado di più che compensare la divisione trade receivables che ha mostrato un andamento ancora una volta più debole del previsto nonostante il giro d'affari a 11,7 miliardi, +11% contro gli 11,2 miliardi attesi".

A fronte del maggior net banking income e nonostante una minor tassazione (tax rate al 27% contro il 30% atteso), l'utile ha chiuso sotto le stime della sim a causa di maggiori accantonamenti per perdite su crediti (48,3 milioni) sia nel corporate banking sia nella divisione trade receivables che ha risentito di un accantonamento su una specifica posizione in portafoglio. Equita ha così confermato il rating hold e il target price a 1,38 euro sull'azione Banca Ifis che al momento in borsa sale del 2,51% a 34,34 euro. Hanno un giudizio più positivo gli analisti di Banca Akros (accumulate con un prezzo obiettivo a 43 euro) e di Banca Imi (add con un target price a 43,7 euro) per i quali i conti 2017 sono stati in linea con le attese.

6lo2c
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59 di 324 - 21/2/2018 15:34
massimocappucci N° messaggi: 787 - Iscritto da: 23/7/2017
Nella Classifica delle Banche di Altroconsumo Banca Ifis ha un punteggio attuale di 212,05 Punti e un Rating di 5 Stelle in miglioramento rispetto a 4 Stelle Pecedenti. ISP per esempio ha un punteggio di 180,24 e un Rating di 4 stelle
60 di 324 - 22/2/2018 17:27
GIOLA N° messaggi: 29706 - Iscritto da: 03/9/2014
Banca Ifis, 40 milioni a Cerberus per portafoglio Npl

L'istituto ha sottoscritto un intervento di senior financing di un portafoglio di crediti non performing, prevalentemente garantiti, acquisiti da una società affiliata a Cerberus Capital Management lo scorso novembre

di Francesca Gerosa

Banca Ifis ha sottoscritto un intervento di senior financing di un portafoglio di crediti non performing (Npl), prevalentemente secured (garantiti), originati da un primario gruppo bancario italiano e acquisiti da una società affiliata a Cerberus Capital Management lo scorso novembre. Si tratta della seconda operazione del genere condotta dal gruppo.

Banca Ifis ha agito come finanziatore per l'acquisto del portafoglio con un investimento di circa 40 milioni di euro. L'istituto ha sottoscritto le obbligazioni senior e una parte delle obbligazioni junior emesse dal veicolo di cartolarizzazione, tramite cui Cerberus ha acquistato gli asset deteriorati del portafoglio.

Con l'approvazione dei conti preliminari 2017 (le svalutazioni di crediti si sono attestate a 14,8 milioni permettendo alla banca di chiudere l'esercizio con un utile netto di 180,8 milioni di euri), il management di Banca Ifis aveva sottolineato che la divisione Npl del gruppo ha registrato un significativo incremento dei recuperi.

Il cda ha anche approvato la fusione inversa di Banca Ifis in La Scogliera, operazione che permetterà di non avere impatti negativi sul capitale dopo la fusione di Interbanca in Ifis avvenuta a fine 2017, dando cosi visibilità a un Cet1 Ratio in area 15%. Per gli analisti l'operazione di fusione inversa dell'istituto nella holding dovrebbe avere un impatto positivo sulla crescita del gruppo.

A Piazza Affari al momento il titolo Banca Ifis sale dello 0,38% a quota 36,50 euro. Da inizio anno ha perso l'11% circa.

6q4zt
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