"Se si volesse spiegare ad un bambino cos'è la transizione digitale, basterebbe dirgli che oggi la più grande azienda manifatturiera del mondo è la Apple mentre cinquant'anni fa era la General Motors". La differenza è soprattutto nel fatto che la Apple genera dieci volte i profitti che generava la fabbrica di macchine più grande del mondo, ma dando occupazione ad un decimo di persone. Una rivoluzione sostanziale, in un mondo che va sempre più verso la divaricazione sociale. La rivoluzione che raccontano Andrea Minuto Rizzo e Roberto Sommella, direttore di MF-Milano Finanza, in "Ingovernabili", libro edito da Luiss University Press, che racconta di "grandi piattaforme, nuovi monopoli e la lotta alla concorrenza".

Il libro sarà presentato domani, 21 settembre, presso il Circolo Canottieri Aniene, alle 18h30. Oltre agli autori saranno presenti il presidente di Acciaierie d'Italia, Franco Bernabè; l'ad di Invimit, Giovanna Della Posta; l'ad di Tim, Pietro Labriola.

Nel volume si racconta della tutela della concorrenza come presidio non solo del benessere dei consumatori, ma anche della democrazia economica. Nei decenni scorsi questo era per molti un assioma, mentre oggi provare ad attuarlo vuol dire confrontarsi con strane bestie, le piattaforme digitali, che le autorità antitrust fanno fatica ad addomesticare usando i metodi tradizionali. Il titolo del saggio segnala subito la difficoltà di una sfida che è iniziata negli anni '90, quando gli assetti economici consolidati sono stati messi in discussione dall'avvento della globalizzazione e dall'affermarsi di Internet e delle tecnologie digitali. Gli autori mettono sin dalle prime pagine in evidenza una delle ragioni di fondo di questa difficoltà, probabilmente la più rilevante di tutte: il fatto che le autorità hanno a che fare non più con imprese operanti in mercati che a certe condizioni riescono ad auto-correggersi, ma con veri e propri ecosistemi digitali, fortezze in grado di tenere a distanza i propri concorrenti e di operare per molti aspetti con la forza di realtà statali.

L'interesse del libro è duplice: da una parte c'è una ricostruzione meticolosa e documentatissima dell'attuale situazione, dall'altra il tentativo di delineare delle soluzioni, pur in un contesto in continua evoluzione che sconta tra l'altro, dal lato dei controllori, le tradizione diversità di approccio tra l'antitrust americana e quelle che operano invece in Europa.

Il saggio ripercorre la storia della nascita delle piattaforme digitali e degli ecosistemi digitali, dando conto anche degli interventi antitrust divisi nella doppia anima locale e globale delle piattaforme che le rende sfuggenti. Poi si cerca di fare luce sulle motivazioni che hanno portato al successo i vari operatori digitali, i più grandi come Amazon, Google, Facebook, Apple, quindi spaziando dalla tecnologia al web ai social, fino a quel grande mercato senza limiti che è Amazon.

Rizzo e Sommella ricordano soprattutto come "particolarmente delicata appare la gestione transfrontaliera del settore digitale. Decisioni prese in una singola giurisdizione impattano, infatti, non solo le piattaforme digitali globali ma anche i rispettivi clienti, siano essi consumatori o imprese, che operano su più Paesi".

red

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