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Poste Italiane (PST)

- Modificato il 14/5/2017 10:16
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
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417 Commenti
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361 di 417 - 15/12/2017 16:18
ilcapitano N° messaggi: 33874 - Iscritto da: 04/5/2010
Poste non viene tartassato perché è l'unico titolo inchiodato da inizio anno,
altroché cazzate!
362 di 417 - 25/12/2017 13:00
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Poste, Garante Privacy ‘Stop al sistema di gestione delle code perché controlla i dipendenti’

Secondo il Garante Privacy il sistema adottato negli uffici postali per gestire la coda agli sportelli non potrà essere più utilizzato perché può consentire, di fatto, anche il monitoraggio pervasivo e costante dei dipendenti.
66gcd
363 di 417 - 21/1/2018 08:27
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Poste: ci sostituiremo alle banche in fuga

L'Ad del Fante illustra obiettivi elevati in termini di commissioni. "Nostra offerta finanziaria dove le banche chiudono"

Poste Italiane promosse dal mercato all'indomani di una conference in cui l'amministratore delegato Matteo Del Fante e il responsabile di Banco Posta Andrea Novelli hanno illustrato la nuova convenzione con Cdp e le modifiche all'accordo di collaborazione con Anima.

In Borsa il titolo Poste svetta stamani sul Ftse Mib con un rialzo alle ore 10 del 2% a quota 6,69 euro, con l'indice principale di Piazza affari poco sopra la parità.

Secondo quanto appreso nella serata di ieri, nel corso della conference, Poste ha fissato un target di 1,8 miliardi di commissioni dal collocamento del risparmio postale di Cdp per quest'anno. Il nuovo accordo con Cdp, valido per il triennio 2018-2020, ha introdotto la novità di un livello minimo per la remunerazione di Poste a 1,55 miliardi mentre il tetto è stato posto a 1,85 miliardi annui.

Il numero uno di Poste ha sottolineato che "non c'è competizione tra Anima e Cdp", quindi ha sottolineato che le banche stanno riducendo la loro presenza sul territorio, lasciando molte aree del Paese senza "un'offerta finanziaria". E questo mentre il "network di Poste raggiunge il 95% del territorio, e dunque offriamo una proposta di vendita unica sul mercato" italiano. Del Fante ha aggiunto che con la nuova direttiva Mifid i "prodotti sono più trasparenti, più facili da capire", concetti questi che "Poste ha sempre avanzato".

Quanto all'accordo con Anima, Del Fante e Novelli hanno spiegato che si tratta di un rafforzamento della cooperazione con la partecipata, tra i maggiori attori italiani del mercato del risparmio gestito, di cui Poste detiene il 10,3% del capitale. La cooperazione riguarda i fondi di investimento e le polizze Unit linked (ramo III), in aggiunta al mandato istituzionale per la gestione degli asset delle polizze vita tradizionali (ramo I). La durata all'accordo di collaborazione di 15 anni dovrà assicurare un valore di lungo termine, e ogni anno Poste si impegna a dare ad Anima, in submandato, la gestione di una percentuale di volumi di risparmio gestito di Postevita e di BancoPosta Fondi Sgr di cui Poste manterrà il 100% del capitale.

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http://www.finanzareport.it
364 di 417 - 05/2/2018 19:16
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Le anticipazioni sul piano sostengono Poste in borsa

Dal piano industriale che verrà presentato il 27 febbraio Akros si aspetta dettagli sulla partnership con Anima, sullo sviluppo del business dei pagamenti elettronici, sul rafforzamento della penetrazione del business non vita, chiarimenti su come Poste affronterà la mancanza di plusvalenze nella sua business unit dei servizi finanziari a partire dal 2020. Infine, potrebbe essere apprezzata una politica di dividendi più stabile e chiara

di Francesca Gerosa

Le anticipazioni sul piano industriale sostengono il titolo Poste Italiane a Piazza Affari. L'azione sale infatti contro corrente rispetto all'indice Ftse Mib (-1,28%) dello 0,33% a quota 6,60 euro. Secondo fonti di stampa, il piano aziendale di Poste sarà basato su quattro principali business unit strategiche: quella dei servizi finanziari, principalmente attraverso lo sviluppo del recente accordo con Cassa depositi e prestiti (Cdp), con l'obiettivo di raggiungere ricavi intorno a 1,8 miliardi di euro già nel 2018.

Assicurazioni e asset management: Poste ha già firmato una partnership con Anima , di cui Poste detiene il 10%. Questa partecipazione potrebbe essere venduta a Cdp per aumentare la partecipazione di Poste in Sia (15% al momento) al 50% e sviluppare la business unit dei pagamenti elettronici. "Evidenziamo che la quota del 10% in Anima vale circa 200 milioni di euro al prezzo di mercato corrente. Aggiungiamo inoltre che Poste si è impegnata a sottoscrivere la propria quota nell'aumento di capitale previsto da Anima da 300 milioni di euro per finanziare l'acquisizione di Aletti Gestielle", fanno presente gli analisti di Banca Imi (rating add e target price a 7,5 euro confermati sull'azione).

Senza contare che Poste ha confermato il focus nel medio-lungo termine sull'attività di gestione patrimoniale con il recente accordo siglato con Anima , estendendo la durata della partnership al 2033. Il terzo pilastro sono, appunto, i pagamenti elettronici: attraverso la sopracitata acquisizione di Sia da parte di Cdp, Poste potrebbe decidere di puntare sui pagamenti elettronici.

Di fatto, la società ha già fondato la divisione per i pagamenti elettronici e mobile il mese scorso. Gli analisti ritengono positivo lo sviluppo della società nel business dei pagamenti. Il settore infatti è caratterizzato da buoni margini e forte crescita. Quarto e ultimo pilastro, la divisione pacchi: l'azienda potrebbe prendere in considerazione alcuni acquisizioni per colmare il divario con altri operatori postali europei, come Deutsche Post .

In vista del piano industriale (27 febbraio) gli analisti di Banca Akros consigliano di comprare l'azione con un target price a 7,10 euro. "Riteniamo che la presentazione del business plan sarà un fattore catalizzatore per l'azione in borsa: ci aspettiamo maggiori dettagli sulla partnership con Anima , oltre che ulteriori dettagli sulle iniziative strategiche, come lo sviluppo del business dei pagamenti elettronici, il rafforzamento della penetrazione del business non vita e notizie sul business dei pacchi", prevedono gli analisti di Banca Akros che si attendono anche alcuni chiarimenti su come Poste affronterà la probabile mancanza di plusvalenze (plusvalenze non realizzate di circa 1,6 miliardi di euro alla fine dei primi nove mesi del 2017) nella sua business unit dei servizi finanziari a partire dal 2020.

Non solo. "Potrebbe essere apprezzata anche una politica dei dividendi più stabile e chiara", concludono gli analisti di Banca Aktos che a livello di dividendo dai 0,39 euro distribuiti sul bilancio 2016 si aspettano una cedola in aumento a 0,42 euro per azione sul bilancio 2017 e ancora in crescita a 0,46 euro sul bilancio 2018 con un rendimento visto salire dal 5,9% del 2016 al 7% del 2018. L'attuale payout di Poste Italiane è stato sostenuto dalla significativa plusvalenza sui titoli di Stato e le riserve sulle plusvalenze non realizzate dovrebbero essere in grado di alimentare gli utili solo fino al 2019 o al 2020 in base ai tassi di interesse correnti.

6jjzq
https://www.milanofinanza.it
365 di 417 - 19/2/2018 15:04
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Poste, attesi utili per 658 milioni. Se i tassi salgono il vita può decollare

Per l'intero 2017 sono previsti ricavi a 33,79 mld di euro, un ebit a 1,091 mld e un utile netto di 658 mln con un dividendo di 0,4 euro per azione. Sono i dati che emergono dalla media delle indicazioni di 16 broker, riportati sul sito della società. Per Banca Akros un repricing della curva dei tassi avrà un effetto magico per la parte assicurativa nel medio termine

di Roberta Castellarin

Il titolo Poste Italiane in borsa tratta in leggero calo a 6,66 euro (-0,06%) in attesa dei conti che verranno comunicati dopo la chiusura di Piazza Affari. Il mercato si aspetta per l'intero 2017 ricavi per 33,79 miliardi di euro (33,112 miliardi nel 2016), un ebit pari a 1,091 miliardi (1,041 miliardi nel 2016)) e un utile netto di 658 milioni (622 milioni nel 2016) con un dividendo di 0,4 euro per azione. Sono i dati che emergono dalla media delle indicazioni di 16 broker che seguono il titolo e che sono riportati sul sito della società.

Più in dettaglio Banca Akros, che assegna al titolo un giudizio buy e un target price a 7,1 euro, si aspetta per il quarto trimestre ricavi stabili a 7,4 miliardi di euro. In particolare gli esperti ritengono che la parte assicurativa registrerà ancora una buona performance (+1%) anche se con un ritmo più lento rispetto ai trimestri precedenti.

Attesi in crescita anche i ricavi della parte finanziaria (+3% anno su anno) fino a 1,2 miliardi, mentre la divisione postale è vista ancora debole. Infine è prevista in crescita la divisione delle consegne dei pacchi con un +9%. Previsti in discesa anche i costi totali. Da qui l'attesa di un utile operativo per il quarto trimestre negativo pari a 85 milioni (-155 milioni nello stesso periodo del 2016). Mentre l'utile netto rettificato per il trimestre è previsto in negativo per 94 milioni contro i -115 milioni del 2016. Per l'intero 2017 Banca Akros si aspetta ricavi pari a 33,66 miliardi, un utile operativo di 1,091 miliardi e un utile netto di 630 milioni.

Gli analisti di Banca Akros ricordano che sarà fondamentale la presentazione del nuovo piano industriale prevista per il prossimo 27 febbraio, dalla quale gli esperti si aspettano maggiori indicazioni sulla partnership con Anima e anche sulle altre iniziative strategiche. In particolare, riguardo allo sviluppo dei pagamenti elettronici, al rafforzamento della penetrazione delle polizze non vita e del business dei pacchi.

"Poste ha un grande potenziale grazie alla capacità di contenere i costi e di diversificare le fonti di ricavi. Mentre il repricing della curva dei tassi potrà essere magico per la parte assicurativa nel medio termine. Un miglioramento della partnership con Cassa depositi e prestiti, il lancio di nuovi prodotti e una chiara politica di dividendi saranno elementi chiave per il 2018. Manteniamo, quindi, il giudizio buy sull'azione", dicono gli esperti di Akros.

Dal canto suo Mediobanca Securities, che ha sul titolo un giudizio outperform e un prezzo obiettivo a 8 euro, si aspetta ricavi per l'intero 2017 pari a 34,15 miliardi di euro, un ebit a 1,15 miliardi di euro e un utile netto a 673 milioni di euro. Mentre Banca Imi, che ha un giudizio add e un prezzo obiettivo a 7,5 euro, si aspetta ricavi per 33,24 miliardi, un ebit di 1,1 miliardi e un utile netto di 645 milioni. Anche per gli analisti di Banca Imi il focus sarà sulla presentazione del nuovo piano industriale.
6opxh
https://www.milanofinanza.it
366 di 417 - 27/2/2018 14:34
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Poste, la cedola salirà del 5% l'anno fino al 2020. Rally del titolo

La politica dei dividendi di Poste Italiane indicata nel piano industriale quinquennale Deliver 2022 si basa sul livello 2017 di 0,42 euro per azione. Dal 2021 previsto un payout minimo del 60%. A fine periodo stimato un utile netto di 1,2 mld, +13% medio annuo. Focus sul business di corrispondenza e pacchi. Obiettivo al 2022 di collocare 2 milioni di nuove polizze danni l'anno. Previste 10 mila assunzioni per far fronte al turnover e ai servizi commerciali. In borsa l'azione torna sopra 7 euro | Del Fante, Poste non aumenterà né diluirà la propria quota in Anima | Piano promosso dagli analisti: Del Fante è andato sul sicuro!

di Paola Valentini

La politica dei dividendi di Poste Italiane contemplata nel piano industriale quinquennale denominato Deliver 2022 si basa sul livello 2017 di 0,42 euro per azione, con un aumento del 5% l'anno fino al 2020. Dal 2021 in poi è previsto un payout del 60%.

L'atteso business plan 2018-2022, approvato nella tarda serata di ieri e presentato oggi a Milano nella sede di Borsa italiana nel corso del primo capital markets day della società, prevede di raggiungere un utile netto di 1,2 miliardi di euro a fine periodo, con un tasso di crescita medio annuo del 13%. Nel 2022 il gruppo guidato dall'amministratore delegato Matteo Del Fante stima di ottenere 11,2 miliardi di euro di ricavi, in crescita dell'1% ogni anno, mentre il risultato operativo si attesterà a 1,8 miliardi nel 2022 (+10% medio annuo).

Obiettivi e numeri apprezzati dal mercato: a Piazza Affari il titolo vola con un rialzo del +5,7% a 7,03 euro alle ore 11, ma nel corso della mattina è arrivato anche a superare i 7,12 euro, tornando sopra i 7 euro, livello che non vedeva da oltre due anni e vicino ai massimi storici di 7,2 euro toccati a inizio 2016.

In programma, inoltre, investimenti industriali pari a 2,8 miliardi di euro nel quinquennio a sostegno della digitalizzazione, dell'automazione e della riorganizzazione del modello di servizio. La posizione finanziaria netta del settore Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione è prevista in aumento a 1,7 miliardi di euro nel 2022 da 800 milioni di euro nel 2017.

Quanto alle attvità di gestione del risparmio, stimato un aumento delle attvità finanziarie totali che passeranno dai 506 miliardi di fine 2017 a 581 miliardi tra quattro anni, in linea con l'andamento del mercato, con un aumento della penetrazione dei prodotti vita e fondi comuni. Nei servizi finanziari Poste punta a incrementare, inoltre, il numero di clienti seguiti da un consulente finanziario dal 7% del 2017 al 45-55% nel 2022. Mentre nel comparto assicurativo l'obiettivo è raggiungere oltre 2 milioni di nuovi contratti l'anno (400 mila nel 2017) nel ramo danni. Nel vita in programma un riequilibrio dei portafogli con uno spostamento dalle polizze tradizionali alle unit linked.

Il piano "si basa su ipotesi prudenti con un rischio di esecuzione limitato". E' quanto ha garantito Del Fante, nella nota con la quale sono stati diffusi i dettagli del business plan 2018-2022. "I ricavi", ha sottolineato il manager alla guida del gruppo dalla primavera dello scorso anno, "aumenteranno in maniera costante per tutta la durata del piano, ma il vero impatto si vedrà sull'ebit e sull'utile netto, rispettivamente con un incremento del Cagr pari al 10% e al 13% e a un aumento dell'ebit di 700 milioni di euro. Questo grazie ai miglioramenti dei ricavi e dell'operatività e soprattutto con il contributo di tutti i nostri segmenti di business. I dividendi aumenteranno durante il periodo di operatività del piano, in linea con l'aumento della redditività del gruppo".

Deliver 2022, ha commentato l'ad, "ci consentirà di valorizzare appieno le caratteristiche uniche della nostra rete, e di confermare la nostra posizione di società di distribuzione più sicura e affidabile d'Italia. Ci stiamo trasformando per rispondere al meglio ai bisogni e ai comportamenti sempre nuovi dei nostri 34 milioni di clienti. Il segmento corrispondenza e pacchi è il fulcro della nostra attività, e a questo proposito stiamo già vedendo i risultati positivi delle azioni intraprese, in particolare dell'introduzione di un modello operativo di recapito innovativo, il Joint Delivery Model, concordato di recente con i sindacati".

Inoltre, ha concluso il manager, "siamo leader in Italia per le piattaforme digitali dei servizi finanziari ed assicurativi, che sono una fonte di ulteriori opportunità di marketing e di potenziamento dei ricavi. I nostri dipendenti sono la chiave del nostro successo e siamo orgogliosi di essere il principale datore di lavoro in Italia. Nel corso del periodo di esecuzione del piano Deliver 2022 assumeremo circa 10 mila professionisti qualificati e formeremo il personale in servizio per dotarlo delle competenze, degli strumenti e degli incentivi necessari per completare il nostro processo di trasformazione".

Nel dettaglio a fine 2022 il personale del gruppo si attesterà a 123 mila effettivi, a fronte dei 138 mila di fine 2017, con una riduzione media annua di 3 mila unità nel quinquennio, contro una riduzione media annua nel 2015-2017 di 2.800 dipendenti. Nel periodo 2018-2022, inoltre, è prevista l'assunzione di circa 10 mila figure professionali qualificate, tra cui 5 mila esperti in ambito finanziario e assicurativo.

Per quanto riguarda invece la ridistribuzione e formazione del personale, 4.500 dei dipendenti in servizio saranno riassegnati a un ruolo commerciale di front-line, mentre sarà pari a 20 milioni il monte ore di formazione previsto nel periodo 2018-2022.

Quale principale datore di lavoro in Italia, si legge in una nota della società, Poste Italiane "è caratterizzata da una favorevole piramide dell'età della popolazione aziendale: i suoi dipendenti hanno un'età media di 50 anni e mediamente vanno in pensione a 60 anni. Oltre la metà dell'organico di Poste Italiane attuale andrà in pensione nei prossimi dieci anni, permettendo così l'assunzione di nuove figure professionali qualificate e di giovani talenti".

P.S.: 1-2-3 HIGH JOE ROSS ANNULLATO!

6rppl
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367 di 417 - 28/2/2018 17:26
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Poste, per Akros è la bella addormentata e può valere fino a 8 euro

Dopo il piano al 2022, il broker apprezza la solida posizione finanziaria netta prevista a fine periodo che potrebbe permettere alla società di realizzare operazioni di m&a, buy back o un ulteriore incremento del dividendo. Anche Equita alza il prezzo obiettivo: 8,1 euro

di Paola Valentini

Il titolo Poste Italiane tira il fiato in borsa dopo il rally di ieri sulla scia del piano industriale al 2022 presentato dall'ad, Matteo Del Fante. A Piazza Affari al momento l'azione si attesta a quota 7,048 euro (+0,11%). Intanto i broker, dopo i primi commenti a caldo di ieri, approfondiscono le analisi sul titolo. A partire da Banca Akros che in una nota stamani dal titolo "Un piano convincente per rilanciare la bella addormentata del mercato italiano", ha aumentato il target price da 7,1 a 8 euro, confermando il rating buy.

L'incremento, spiegano gli analisti di banca Akros, è giustificato dagli obiettivi più ambiziosi forniti dalla società rispetto alle stime. "Il nostro target price implica un multiplo prezzo/utile di circa 10,4 volte e di 9,5 volte gli utili attesi nel piano, rispettivamente, nel 2018 e 2019. Il titolo può essere sostenuto dal basso rischio di esecuzione del piano, dalla politica di dividendi interessante e conservativa e dai chiarimenti convincenti forniti dal management sulla sostenibilità dell'ultima riga di bilancio".

La posizione di capitale solida alla fine del piano, con una posizione finanziaria netta di 1,7 miliardi di euro, afferma ancora il broker, "potrebbe aprire la strada anche a operazioni di m&a, buy back o ulteriori incrementi del dividendo". Anche Equita ha aumentato stamani il prezzo obiettivo del titolo a 8,1 euro (+6%). "La presentazione del management rafforza la nostra lettura positiva sui target 2018-2022 del piano industriale, che ci sembrano ragionevoli e incorporano alcuni margini di sicurezza. La nostra sensazione è che il target di crescita del dividendo unitario del 5% nei prossimi tre anni possa essere considerato un livello minimo, specie se la performance operativa dovesse battere i target del piano", affermano gli esperti della sim.

Inoltre, la crescita dei ricavi dei pacchi (da 200 a 700 milioni nel 2022) ipotizza un aumento della quota di mercato dal 30% al 40%, facendo leva sulla partnership di successo con Amazon , che potrebbe essere replicata con altri player. "Poste, grazie alla modifica del modello di consegna in gran parte del territorio nazionale che garantisce maggiore adattabilità alle esigenze del cliente finale ha rafforzato secondo noi ulteriormente il proprio vantaggio competitivo nel segmento a maggior crescita. Confermiamo sostanzialmente le stime 2018-2022, aumentiamo il target del 6% scontando un miglior profilo di rischio grazie alla minor esposizione ai rischi sovrani. Al nuovo target price corrisponde uno yield del 5,5%, in linea con le utilities regolate", concludono a Equita .

Dal canto suo Mediobanca Securities ha confermato il suo target price a 8 euro (giudizio outperform) apprezzando l'elevata visibilità fornita dal gruppo sui dividendi con una crescita del 5% all'anno da qui al 2020 e poi con un pay-out di almeno il 60% sugli utili successivi. "Il titolo Poste è stato spesso percepito come un'obbligazione dagli investitori istituzionali. Quindi crediamo che la società abbia colto nel segno dando una chiara indicazione sulla politica dei dividendi che ha il doppio vantaggio di assicurare un solido dividend yield atteso del 6,5%-7,1% nel 2018-2020, spostando il focus sulle variabili industriali", afferma Mediobanca .

L'investment bank è convinta che Poste abbia presentato "un piano molto credibile, rispondendo a tutti i nostri dubbi, incluso un dividend yield prospettico superiore al 6,5% abbinato a una crescita a doppia cifra degli utili netti e operativi e a un solido bilancio che potrà contare su una posizione finanziaria netta positiva per 1,7 miliardi nel 2022, un solvency ratio del 203% e un Cet1 al 19%. Basandoci su tutti questi elementi, continuiamo a ritenere che Poste rappresenti una delle storie di ristrutturazione più convincenti tra i finanziari Ue".

Per quanto riguarda le singole aree di business Mediobanca evidenzia che nel comparto spedizioni l'obiettivo è di raggiungere il break-even nel 2022 e per raggiungerlo Poste punta a compensare lo storico declino delle attività postali con una crescita a doppia cifra dei ricavi nei pacchi, +11%, con un focus sul B2B. "Le consegne giornaliere di posta e pacchi, incluso il fine settimana, saranno previste nelle città metropolitane, mentre nelle aree urbane saranno quotidiane per i pacchi e a giorni alterni per la posta. Infine l'aumento della produttività resta il fattore chiave per ottenere il break even a fine periodo del piano", precisa Mediobanca .

Nei pagamenti digitali, la nuova divisione "punta a consolidare la leadership del gruppo compensando la pressione in altri prodotti tradizionali come quello dei bollettini postali, Il gruppo potrà sfruttare il profilo demografico della sua base clienti. Infatti il 27% dei suoi 34,4 milioni di cittadini che sei servono dei suoi servizi hanno meno di 35 anni, rispetto al 21% medio della popolazione italiana, e la maggior parte di loro sono clienti digitali", prosegue l'investment bank.

Sul fronte dei servizi finanziari, "il gruppo ha intenzione di bilanciare i minori capital gain con le commissioni fornite da Cdp sulla raccolta postale e con la crescita dell'asset management oltre che nei prestiti e nei mutui", aggiunge Mediobanca . Riguardo al vita, il messaggio chiave è che il peso delle polizze tradizionali scenderà a favore di quelle unit linked. "Nel danni la società ha annunciato un ingresso cauto nell'rc auto tramite un accordo con un partner per ridurre i rischi. I numeri in teoria potrebbero essere importanti, ma Poste ha preferito non includere stime nei target correnti dal momento che il progetto è ai primi stadi di sviluppo", spiega ancora Mediobanca .

Giudizio (add) e target (7,5 euro) invariati anche per Banca Imi la quale, oltre a sottolineare che il gruppo ha fornito un'elevata visibilità sui dividendo che al prezzo attuale rende il 6,4% (sulla cedola a valere per il bilancio 2017 di 0,42 euro), osserva che i target di utile netto (1 miliardo) e di ebit (1,4 miliardi) al 2018 si sono rivelati sopra le stime del consenso Fatcset rispettivamente a quota 800 milioni e a 1,3 miliardi. Inoltre "l'evoluzione prudenziale delle attività assicurative fornisce potenziale di rialzo", conclude Banca Imi.
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368 di 417 - 01/3/2018 17:21
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Poste Italiane, piano di maxi-dividendi: cedola in aumento del 5% fino al 2020

di Laura Serafini

A quasi tre anni dalla quotazione in Borsa Poste Italiane offre agli investitori quella ricetta per la crescita che il mercato invano invocava dall’Ipo di fine 2015. Un vuoto che sinora aveva tenuto il titolo a galleggiare a piazza Affari ampiamente sotto il prezzo di collocamento, pari a 6,75 euro. E se ieri mattina, dopo la diffusione del comunicato stampa che declinava il primo piano industriale quinquennale della gestione di Matteo Del Fante (anche se lui ieri ha tenuto a dire che non è il suo piano, né del management, ma della società e dei suoi dipendenti), il titolo è stato sospeso per eccesso di rialzo e ha chiuso in Borsa alla soglia record oltre 7 euro (+5,8%), una ragione ci deve essere.

Quella di Del Fante e del suo team è sicuramente una sfida, anche se a più riprese i vari manager hanno sottolineato che il piano è estremamente prudente e conservativo e che gli obiettivi sono ampiamente alla portata. Il piano strategico rivolta il modello di business dell’intero gruppo improntandolo sul cardine della digitalizzazione: questa è declinata nei pagamenti digitali, destinati a essere integrati con la telefonia di Poste Mobile («Bancoposta e Postepay sono le App leader in Italia in ambito finanziario con 15 milioni di clienti registrati», ha detto il responsabile Marco Siracusano), che a loro volta fanno da corollario alla forte propulsione dell’e-commerce incardinato in un nuovo modello congiunto di consegne pacchi e posta concordato con i sindacati.

Il passaggio dall’It al cloud e all’home banking sarà un forte supporto per le aree nelle quali Poste punta a generare flussi di cassa tali da raddoppiare la posizione finanziaria netta (da 800 milioni del 2017 a 1,7 miliardi nel 2022), assicurare nel periodo il pagamento di 3 miliardi di dividendi e supportare 2,8 miliardi di investimenti (di cui 1 destinato al rinnovo e all’automazione degli uffici postali).

La società ha promesso una cedola in aumento del 5% (rispetto a 0,42 euro del 2017) fino al 2020. Dal 2021 ha garantito un payout minimo del 60% (contro l’80% attuale) «che porta a un aumento superiore al 5% annuo per i cinque anni», ha chiosato Del Fante. Aggiungendo che «questa liquidità non ci servirà per fare acquisizioni, tantomeno prevediamo di tornare sul mercato dei bond. Aver indicato un numero certo per la cedola nei prossimi 3 anni è una scelta di chiarezza verso il mercato».

Tutto questo - ed è la vera sfida del piano - riducendo progressivamente quell’ancora di sicurezza per i bilanci di Poste rappresentata sinora dalle plusvalenze sui titoli di Stato ad alto rendimento nei quali la società aveva investito i proventi della raccolta del Bancoposta. Plusvalenze pari a 500 milioni nel 2017 (a fronte di un utile di poco più di 700 milioni), destinate a calare a 300 milioni nel 2020 fino a quota zero nel 2022, a fronte di utile atteso di 1,2 miliardi.

A sostenere i conti saranno i proventi della nuova convenzione con Cdp (più flessibile nella gestione della contrazione della raccolta postale e comprensiva di commissioni upfront) che già da quest’anno garantirà un incasso di circa 1,8 miliardi («il target di almeno 1,7 miliardi è sicuro» ha chiosato il cfo Roberto Giacchi). Ma anche i proventi della vendita di risparmio gestito, non solo quelli di Anima e Bancoposta Fondi, ma anche di terzi. E ancora: la società punterà sulla vendita di prestiti personali e mutui (sempre di terzi; accordi sono in essere con Db, Bnp, Compass, Fondomestic) ai quali verrà agganciata la vendita di polizze Danni. La divisione servizi finanziari, però, passerà da ricavi di 5 miliardi nel 2017 a 4,9 miliardi di fine piano.

«La chiave di lettura della nostra strategia risiede nell’erosione inesorabile che subiamo in alcuni business - ha detto l’ad -. Nella consegna della posta, che intendiamo contrastare con l’e-commerce a il B2C (il piano prevede che l’Ebit del comparto passi da -500 milioni a 500 milioni nel 2022, anche con la riduzione dei costi del personale, ndr). E nei servizi finanziari, in particolare con il crollo dei bollettini postali». L’Ebit del settore finanziario a mantenersi stabile attorno a 700 milioni, a fronte della fine del capital gain sui titoli di Stato. Il piano prevede la crescita dei ricavi totali da 10,6 miliardi del 2017 (rispetto ai 33 miliardi indicati nell’ultimo esercizio d’ora in avanti vengono scorporati e la raccolta assicurativa e le relative riserve, sgonfiando dunque costi e ricavi) a 11,2 miliardi e un Ebit di 1,8 miliardi (+10%).

Nel piano sono previsti esodi incentivati (i relativi oneri si riducono progressivamente da 500 milioni del 2017 a 100 milioni nel 2022) per 15 mila dipendenti, a fronte di assunzioni per 10.000, di cui 5 mila per i servizi finanziari e assicurativi. Il piano prevede la crescita nel comparto assicurativo: nel settore danni, puntando anche su previdenza complementare, welfare e prodotti ad hoc per le Pmi. Nel settore RcAuto (già previsto dal piano di Francesco Caio) la società intende entrare in punta di piedi e attraverso partnership. Un interlocutore, anche se al momento non vi è alcuna conferma, potrebbe essere Generali.

Per Del Fante «il piano è un importante passo avanti per Poste». Il mercato crede alla sua sfida. E lui ringrazia, promettendo di reinvestire il 100% dei suoi incentivi in azioni della società.
6sml5
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369 di 417 - 10/3/2018 15:33
nicalemic N° messaggi: 388 - Iscritto da: 30/3/2017
come data di stacco di questa cedola, qualcuno sa qualcosa??
370 di 417 - 12/3/2018 15:06
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Poste, per Equita merita un buy

Secondo Equita dopo la presentazione del piano e dopo un roadshow con il management, emerge con ancora maggiore evidenza come Poste italiane possa contare su buffer per raggiungere i target, vale a dire 1 miliardo di utile al 2018 e 1,2 miliardi al 2022 con crescita annua del dividendo del 5%

di Roberta Castellarin


Per Equita ora poste merita un buy con un prezzo obiettivo a 8,1 euro. Intanto la società guidata da Matteo Del Fante, che incassa quindi una nuova promozione dopo il piano industriale e il roadshow, sale in borsa dell'1,84% a 7,43 euro. Equita , oltre ad alzare il giudizio, ha anche inserito il titolo nel proprio portafoglio principale con un peso di 300 punti base. "Dopo la presentazione del piano e dopo un roadshow con il management, emerge con ancora maggiore evidenza come Poste italiane possa contare su buffer per raggiungere i target, vale a dire 1 miliardo di utile al 2018 e 1,2 miliardi al 2022 con crescita annua del dividendo del 5%", spiegano gli analisti.

In particolare nella nota si ricorda che la divisione insurance (+450 milionidi ebit al 2022) sconta un contributo molto limitato (40 milioni) dall'rc auto, business nel quale Poste intende confermarsi come distributore di servizi di terzi. Nella divisione mail, parcel & distribution dovrebbe" poi "intensificarsi la collaborazione con Amazon attraverso il lancio in alcune aree della 'direct injection', in base a cui il fornitore recapita direttamente il prodotto presso i centri di distribuzione di Poste, che provvede poi alla consegna finale. La crescita dei ricavi business to consumer (+500 milioni) è secondo noi (oltre il 50%) per gran parte legata al contributo di Amazon e dovrebbe compensare un calo di pari importo nella corrispondenza (-5% il tasso composto medio annuo)".

Nella divisione dei servizi postali, prosegue Equita , "la riduzione nei dipendenti (-25 mila al lordo delle assunzioni) potrebbe secondo noi essere ulteriormente accelerata alla luce della favorevole curva demografica della forza lavoro (età media 50 anni rispetto ai circa 43 per le banche)", mentre "nella divisione financial services la crescita degli asset totali della clientela (+75 miliardi a 581 miliardi) è ancora più conservativa perchè sconta anche l'effetto accrescitivo degli interessi sui buoni postali (circa 8 miliardi, vale a dire +0,5% di contributo alla crescita)".

Infine, prosegue Equita , "nonostante il rerating il titolo continua a offrire uno yield del 6% circa, che ha un'elevata visibilità alla luce dei buffer che abbiamo individuato, oltre al fatto che Poste puè contare su un potenziale di releverage di circa 3-4 miliardi (2 volte l'ebitda). Poste offre inoltre un'esposizione a valutazioni basse (10 volte il p/e 2018 rispetto alla media dei competitor di 10-16 volte) a una storia di ristrutturazione, di ripresa dei consumi domestici, con un profilo di rischio inferiore agli altri financial e, rispetto al passato, un contributo decisamente più ridotto dagli spread sovrani". Da qui la scelta di alzare: "il rating a buy, al nostro target price di 8,1 euro corrisponde uno yield del 5,4%", conclude Equita .

Intanto Kepler Cheuvreux ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 8,2 euro su Poste. "Dopo due giorni di roadshow la nostra visione non cambia rispetto a quella dopo il Capital Markets Day. Hanno trasformato complesse azioni in un piano semplice con chiari indicatori di performance, tra cui la crescita del dividendo del 5% anno su anno nel periodo 2018-2020", spiegano gli analisti.
6wmmd
https://www.milanofinanza.it
371 di 417 - 10/4/2018 19:04
Ercole76 N° messaggi: 16 - Iscritto da: 06/11/2013
Poste e' il migliore titolo italiano insieme a unicredit e Leonardo Ai prezzi odierni sono tutte da comprare. E attenti si grandi dividendi
372 di 417 - Modificato il 01/5/2018 13:04
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
POSTE ITALIANE...1-2-3 HIGH JOE ROSS FALLITO...
373 di 417 - 01/5/2018 13:05
GIOLA N° messaggi: 27475 - Iscritto da: 03/9/2014
Quotando: giola - Post #372 - 01/Mag/2018 11:04POSTE ITALIANE...1-2-3 HIGH JOE ROSS FALLITO...




https://giolanalisys.blogspot.com/2018/05/poste-italianeil-fallimento-dell1-2-3.html
374 di 417 - 02/5/2018 10:41
Auzu74 N° messaggi: 122 - Iscritto da: 03/7/2016
...mi scuso per quanto sto scrivendo in anticipo, ma non ho mai visto scrivere corbellerie così grandi su grafici. I libri di Ross scrivono in maniera CHIARA che quelli che si possono chiamare 1 2 3 di inversione di trend avvengono DOPO trend definiti e confermati. Quanto descritto nell articolo , è mi scuso con chi ha scritto altro, non è assolutamente un inversione di trend ma una piccola pausa - congestione - in un trend rialzista. Gli 1 2 3 inoltre , vengono definiti tali se le candele che li formano generano nuovi minimi o nuovi massimo.... e così non è. Ho letto molti libri e quelli di Ross più di una volta.... e non è bello vedere su un forum di trading e news for trade questo tipo di osservazione.... Ci tengo a ricordare a tutto che non so tratta di interpretare i grafici , ma di guardate cosa mostrano.
375 di 417 - 18/6/2018 11:03
ENZOMASSIMI N° messaggi: 774 - Iscritto da: 28/2/2012
Segnalo risanamento che sta partendo dopo anni di nulla
376 di 417 - 06/7/2018 14:04
Scaccola N° messaggi: 24 - Iscritto da: 15/7/2013
Mamma mia!! personale anziano, inefficiente, incompetente e svogliato agli sportelli!! Un delirio! vendere
MODERATO IL GIAPPONESE (Utente disabilitato) N° messaggi: 1145 - Iscritto da: 17/6/2018
378 di 417 - 02/8/2018 14:06
peppedj N° messaggi: 7388 - Iscritto da: 27/9/2007
Comprare 5.50
MODERATO margherita10 (Utente disabilitato) N° messaggi: 358 - Iscritto da: 13/7/2018
380 di 417 - 02/8/2018 17:29
Guido19 N° messaggi: 2 - Iscritto da: 07/3/2009
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